Consortalità

La consortalità indica particelle fondiarie o edificiali la cui proprietà è collegata in maniera indivisibile e senza indicazione di quote ad altre particelle (definite bene principale) facenti capo a una pluralità di soggetti.

In genere le consortalità (o bene accessorio) corrispondono a particelle che identificano stradine di accesso a più fondi o edifici, oppure anditi, cortili o piazzali comuni. Ne deriva che il trasferimento del “bene principale” comporta automaticamente anche il trasferimento del “bene accessorio” ad esse collegato. Per questa ragione anche le consortalità, laddove presenti, devono essere richiamate in modo puntuale con il relativo numero di particella nei certificati di destinazione urbanistica da allegarsi agli atti di compravendita.

Come si fa a capire se esistono particelle consortali: l'esistenza o meno di una o più consortalità collegate ad una determinata particella si desume dalla visura della sua Partita Tavolare da effettuare al Libro Fondiario.

L'iscrizione che ne indica la presenza è contenuta nel "Foglio della consistenza - A2" che riporta: "EVIDENZA CONSORTALITA' della p.f. o p.ed. oggetto di visura (particella principale) con la p.f. o p.ed. consortale (particella accessoria collegata)".

Viceversa la visura della Partita Tavolare relativa alla particella consortale riporta il riferimento con le particelle principali ad essa collegate nel "Foglio della proprietà - B" che specifica: "PROPRIETARIO PRO TEMPORE pp.ff. e/o pp.edd. (tutte le particelle principali collegate alla consortalità oggetto di visura)". In quanto la titolarità è riferita direttamente ad esse e conseguentemente ai rispettivi proprietari.

Inoltre nel "Foglio degli aggravi - C" si rimanda a quanto iscritto nel "Foglio della proprietà – B".

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Ultimo aggiornamento: 06/05/2020 09:57.19